La carissima Hobina mi ha lasciato nei commenti il seguente quesito:
Cara web nonna, benvenuta nella blogosfera! Io per esempio una domandina per te ce l'avrei: visto che sei un prof in pensione, mi consiglieresti oggi d'intraprendere questa carriera? insomma val la pena di fare altri sacrifici?
Purtroppo vedo dal suo blog che anche lei ha problemi con il computer e quindi non so quando leggerà questo post; in ogni caso mi scuso per l'attesa. Per risponderle degnamente dovrei lanciarmi in una prolissa analisi sull'essere insegnante oggi e sulle differenze con il periodo durante il quale ho lavorato, ma otterrei come unico risultato quello di annoiare. Per questo mi permetto di usare violenza ad una celebre poesia di Rudyard Kipling e di parafrasarla per ottenere il mio scopo. Spero perdonerete l'irriverenza.
Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare la campanella e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare la campanella e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
Se riesci a pensare e a non fare dell'incazzatura il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Bidello e al Ministro della Pubblica Istruzione
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la lezione che hai fatto
Distorta da studenti per ingannarti come una sciocca
O a contemplare lo stipendio cui hai dedicato la vita, prosciugato,
E piegarti a rimpinguarlo con strumenti logori;
Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue interrogazioni
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dopo le vacanze estive
E non dire una parola sulle ferie;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire gli studenti in gita quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: "State zitti!".
Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua sanità mentale,
E a camminare con le colleghe senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il cancellino lanciato né lo scherzo più duro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che ti separa dalla fine dell'anno,
Tua è la Scuola e tutto ciò che è in essa,
E - quel che è di più - sei una prof, amica mia!
